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SS. Trinità

Il Filo d'Oro n. 263 domenica 11 ottobre 2026

Perle di saggezza da «I promessi sposi», quinta puntata

Tutto è puro per i puri di cuore

Tutto è puro per i puri di cuore. Così si potrebbe tradurre la strana frase latina con cui padre Cristoforo zittisce fra’ Fazio, il portinaio del convento di Pescarenico che protesta per quei tre ospiti serali inaspettati (Renzo, Lucia e Agnese):

«…non poté più reggere, e, chiamato il padre da una parte, gli andava susurrando all’orecchio: - ma padre, padre! di notte… in chiesa… con donne… chiudere… la regola… ma padre! - E tentennava la testa».

Conviene subito precisare che la risposta è una citazione biblica della lettera a Tito (1,15): «Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro». È la solita polemica di san Paolo contro il formalismo farisaico. Del resto anche Gesù in più occasioni prende le distanze da una «purezza» figlia solo di riti e abluzioni, sottolineando la necessità di una conversione del cuore.

È il tema decisivo della coscienza quale giudice ultimo delle nostre azioni. Un argomento da considerare con estrema prudenza, evitando di assumere come unico criterio il proprio comodo e così con la scusa della libertà: «faccio ciò che mi pare e mi piace», finendo per giustificare tutto e il contrario di tutto.

Forse è il caso di ricordare la necessità di formare una coscienza «retta» grazie all’esperienza e alla riflessione, alla preghiera e al confronto onesto con chi ha autorità nella chiesa. Senza dimenticare che non possiamo a cuor leggero strappare dal Vangelo le dure pagine che parlano del rinnegare se stessi e del prendere la croce. Senza dimenticare che, se ne fai una questione di «purezza», trovi sempre qualcuno più puro di te che prima o poi ti epura!

Ci sia consentita un’ultima osservazione. Con la sua citazione padre Cristoforo zittisce il confratello dimenticandosi che questi ignora il latino. Evita così di avvitarsi in un’antipatica discussione che rischiava di trascinarsi all’infinito.

Va bene dibattere, va bene confrontarsi, va bene dialogare, ma nella vita ci sono anche situazioni in cui occorre tagliar corto. Specie quando ci sono di mezzo le urgenze della carità; altrimenti il poveretto di turno rischia di morir di fame mentre noi filosofiamo.

E pazienza se l’altro viene zittito in modo non del tutto educato con frasi di cui neppure capisce il senso!

don Fabio Viscardi